Dismorfofobia (disturbo da dismorfismo corporeo): sintomi, cause e cura | Francesco Sanavio

Dismorfofobia (disturbo da dismorfismo corporeo): sintomi, cause e cura

Di Dott. Francesco Sanavio | Psicoterapia & Disturbi

Set 24
dismorfofobia o disturbo da dismorfismo corporeo

Tutti noi abbiamo qualcosa che non ci piace del nostro aspetto. Anche se possiamo essere infastiditi da alcune di queste imperfezioni, non interferiscono con la nostra vita quotidiana.

Chi soffre di dismorfofobia (disturbo da dismorfismo corporeo) passa ore a pensare ai propri difetti fisici. Che spesso sono dei difetti percepiti – si tratta di imperfezioni lievi o inesistenti. Vengono però vissute estremamente male. 

Che cos’è la dismorfofobia

La dismorfofobia è un disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo caratterizzato da continue ossessioni su uno o più difetti del tuo aspetto fisico. Si tratta solitamente di difetti percepiti. Infatti chi ti sta vicino non li considera dei veri e propri difetti.

E’ un disturbo in cui non riesci a smettere di pensare a uno o più difetti percepiti del tuo aspetto fisico. Questi difetti possono provocarti ansia e vergogna al punto da farti evitare alcune situazioni sociali.

Quando soffri di dismorfofobia sei ossessionato dalle tue apparenze. Questo porta a continui controlli della tua immagine corporea allo specchio, un’incessante cura del corpo che può prendere anche diverse ore al giorno e anche richieste di rassicurazione a chi ti sta vicino.

Sia i difetti percepiti che questi comportamenti causano disagio e rendono difficile gestire la propria vita in maniera efficiente.

Spesso chi soffre di dismorfofobia prova a ‘sistemare’ il proprio aspetto. Questo fa stare meglio solo per poco tempo però. Solitamente si tratta di trucco o di eccessiva attenzione alla cura di sé. Uno dei rischi però, è che prima o poi una persona inizi a fare ricorso alla chirurgia estetica per poi ritrovarsi nuovamente insoddisfatto e andare da un altro chirurgo.

La cura della dismorfofobia include la terapia cognitiva e comportamentale e la terapia farmacologica.

Sintomi della dismorfofobia

I sintomi della dismorfofobia (disturbo da dismorfismo corporeo) includono:

  • Essere eccessivamente preoccupato per un difetto fisico percepito che le altre persone non notano oppure non giudicano problematico
  • Convinzione di avere un difetto fisico che rende brutto o anche deforme
  • Credenza che le altre persone notino questo difetto e giudichino negativamente l’aspetto fisico
  • Comportamenti finalizzati a cercare di correggere o nascondere questo difetto percepito
  • Tentativi continui di nascondere il difetto percepito
  • Paragonare continuamente il proprio aspetto fisico con quello altrui
  • Continue richieste di rassicurazione sulle apparenza da parte degli altri
  • Tendenze perfezioniste
  • Tendenza a evitare situazioni sociali
  • Preoccupazione per il proprio aspetto con conseguenze negative in diversi ambiti della propria vita (ad es., lavoro, famiglia, scuola, ecc.)

Puoi soffrire di ossessioni riguardo una o più parti del tuo corpo. La parte del corpo incriminata può cambiare col tempo. Le più comuni sono:

  • Faccia (sopratutto il naso ma anche denti, brufoli o mento)
  • Capelli (attaccatura o calvizia)
  • Pelle e vene visibili sul corpo
  • Grandezza del seno
  • Massa muscolare
  • Genitali

Comportamenti compulsivi associati alla dismorfofobia

  • Controllo della propria immagine allo specchio o su altre superfici riflettenti
  • In alternativa, incapacità di guardare la propria immagine con conseguente rimozione degli specchi di casa
  • Mantenere una certa postura per nascondere il difetto
  • Usare gioielli o altri accessori che distolgano l’attenzione del difetto
  • Stuzzicamenteo della pelle
  • Pettinarsi
  • Truccarsi
  • Ricerca continua di rassicurazioni
  • Dieta o esercizio eccessivo
  • Autolesionismo
  • Ricerca di informazioni sui propri difetti
  • Ricerca di paragoni estetici

La consapevolezza della propria dismorfofobia può variare. Solitamente è molto scarsa. Anche chi si accorge che alcune convinzioni sul proprio aspetto potrebbero essere eccessivamente drammatiche o non vere ha difficoltà a riconoscere la natura puramente psicologica di questo problema.

La dismorfofobia solitamente inizia con l’adolescenza. Una variante detta dismorfia muscolare interessa solamente i maschi ed è caratterizzata dall’ossessione di non avere abbastanza muscoli.

Quando vedere uno psicoterapeuta

La vergogna e l’imbarazzo possono frenarti dal chiedere aiuto. Forse invece pensi che le tue preoccupazioni siano legittime e che tu abbia veramente un difetto fisico che ti sta rovinando la vita.

Se però hai difficoltà a gestire le preoccupazioni e le emozioni che nascono da questi dubbi un trattamento psicologico ti può aiutare. La dismorfofobia solitamente non migliora col tempo e può diventare un problema estremamente invalidante.

Senza trattamento può portare a depressione, ansia e un continuo ricorso alla chirurgia estetica.

Cause della dismorfofobia

Non si sa con sicurezza cosa causi la dismorfofobia. Come gli altri problemi psicologici, la dismorfofobia può essere il risultato di una combinazione di cause come:

  • Genetica: la ricerca scientifica ci mostra come la dismorfofobia sia più comune tra consanguinei. Questo significa che ci parte ci sono dei fattori genetici;
  • Ambiente: l’ambiente, le esperienze di vita e la cultura possono giocare un ruolo nello sviluppo della dismorfofobia. Specialmente quando coinvolgono delle valutazioni negative del tuo aspetto o un’infanzia con storia di abusi o trascuratezza.

Fattori di rischio

Alcune circostanze possono aumentare il rischio di sviluppare la dismorfofobia. Alcune di queste sono:

  • Avere parenti che soffrono di dismorfofobia oppure di disturbo ossessivo-compulsivo
  • Esperienze traumatiche o di trascuratezza in infanzia
  • Alcuni tratti di personalità come in perfezionismo
  • Pressione sociale
  • Altri problemi psicologici come ansia e depressione

Complicazioni

Alcune complicazioni che possono essere associate alla dismorfofobia sono:

  • Disturbi depressivi o dell’umore
  • Pensieri e comportamenti suicidi
  • Disturbi d’ansia
  • Problem di salute da comportamenti come lo stuzzicamento della pelle
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbi alimentare
  • Abuso di sostanze

Prevenzione

Non c’è modo di prevenire la dismorfofobia. Comunque, dato che inizia con l’adolescenza, identificarlo per tempo e iniziare un trattamento al più presto può essere di grande aiuto.

A volte può essere necessario un trattamento di mantenimento a lungo termine per prevenire eventuali ricadute.

Cura della dismorfofobia

La dismorfofobia si può curare. I trattamenti raccomandati includono una combinazione di terapia cognitiva e comportamentale e una terapia farmacologica.

Terapia cognitiva e comportamentale per la dismorfofobia

La terapia cognitiva e comportamentale per la dismorfofobia si focalizza sui seguenti aspetti:

  • Insegnarti come gestire pensieri negativi, reazioni emotive e comportamenti che mantengono il problema nel tempo
  • Imparare a mettere in discussioni alcune convinzioni sul tuo aspetto mentre impari a essere più flessibile e più razionale
  • Imparare altri modi per gestire la necessità delle compulsioni

All’inizio del trattamento tu ed il tuo terapeuta discuterete degli obiettivi importanti per il tuo caso specifico.

Terapia farmacologica

Anche se non vi sono farmaci specifici raccomandati per la dismorfofobia ci sono altri farmaci, come gli antidepressivi, che possono essere utili.

In particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Gli SSRI sono più efficaci di altri antidepressivi per la dismorfofobia. Possono aiutarti a ridurre le ossessioni e le compulsioni. Tra questi quella più utilizzata per il trattamento della dismorfofobia è la fluoxetina.

About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.