Cosa sono gli attacchi di panico notturni

Di Dott. Francesco Sanavio | Psicoterapia & Disturbi

Feb 12

Gli attacchi di panico notturni sono delle crisi d’ansia che vengono nel cuore della notte, mentre una persona sta dormendo. Sono manifestazioni che da un punto di vista clinico sono uguali ai normali attacchi di panico.

Chi soffre di attacchi di panico lo sa fin troppo bene: arrivano per lo più senza un apparente motivo, spesso quando meno ce lo si aspetta e, sì, possono accadere anche nel sonno… sembra proprio che la mente non dorma mai!

Gli attacchi di panico notturni possono comparire senza nessun motivo apparente e svegliarti dal sonno. Come i normali attacchi di panico diurni, sono caratterizzati da forti sintomi di ansia somatica. Ovvero sensazioni fisiche intense. Molto spesso, infatti, più che pensare all’ansia il primo pensiero è che sia un problema fisico, magari un attacco di cuore.

Gli attacchi di panico notturni, anche se possono essere molto spiacevoli o spaventosi non sono pericolosi per la salute.

Attacchi di panico notturni: cause e soluzioni

Solitamente la durata degli attacchi di panico notturni è di pochi minuti. E’ normale però che tu possa avere bisogno di più tempo per tornare a letto e addormentarti dopo che ne hai avuto uno. Solitamente chi soffre di attacchi di panico notturni, tende ad averne anche di giorno.

Non è ancora chiaro cosa causi il panico. Ci sono diverse teorie a riguardo, che includono una certa predisposizione genetica, lo stress ma anche dei cambiamenti in alcuni funzionamenti del cervello. Nulla di grave però. Ci sono anche altri problemi che possono causare dei sintomi simili al panico, tra questi possiamo citare i disturbi del sonno e i problemi alla tiroide.

Il trattamento (quello più efficace è la terapia cognitiva e comportamentale) può aiutarti a prevenire altri attacchi e a imparare a ridurne l’intensità quando capitano.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico notturno?

I sintomi degli attacchi di panico notturni sono solitamente i seguenti:

  • sudorazione
  • battito accelerato (tachicardia)
  • tremore
  • mancanza d’aria o difficoltà a respirare
  • brividi
  • respiro veloce e superficiale (iperventilazione)
  • sensazione di pericolo

About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.