Attacchi di panico: cosa sono, sintomi, rimedi e come superarli

Di Dott. Francesco Sanavio | Psicoterapia & Disturbi

Set 19
panico - ragazza che ha un attacco di panico
Se hai mai fatto esperienza di un improvvisa crisi d’ansia con sintomi tanto intensi da paralizzarti uniti alla paura che stia per succedere qualcosa di brutto allora hai familiarità con la sensazione di avere un attacco di panico. Il tuo cuore batte all’impazzata, non riesci a respirare e puoi arrivare a temere di essere in punto di impazzire o di morire. Forse per un attacco cardiaco, anche se hai 20 anni e sei sano.
Se non trattati gli attacchi di panico possono portare al disturbo di panico e ad altri problemi come l’agorafobia. Questo a loro volta può portarti a non essere più in grado di gestire alcune aree della tua vita. Gli attacchi di panico, però, possono essere curati in maniera efficace e prima cerchi aiuto, più è facile superarli e riprendere il controllo della tua vita.

Come si manifesta un attacco di panico

Gli attacchi di panico sono delle brevi ma intense crisi di paura e ansia intensa in assenza di un vero pericolo. Solitamente non superano i 20 minuti. Sono caratterizzati dal fatto di essere inaspettati e debilitanti. Arrivano all’improvviso, spesso senza nessun segnale d’avvertimento. A volte possono colpire anche nel sonno o in stati di rilassamento.

Per molte persone gli attacchi di panico possono rappresentare degli episodi singoli. Per molte altre invece possono diventare esperienze ricorrenti. In questo caso gli attacchi vengono scatenati da alcune situazioni specifiche, come prendere un treno oppure parlare in pubblico.

Sono situazioni in cui ti senti in pericolo e incapace di scappare e dove solitamente ti sono già capitati altri attacchi di panico.

Puoi aver vissuto diversi attacchi di panico e non avere particolari problemi. In altri casi può diventare un disturbo di panico oppure possono essere manifestazioni di altri disturbi, come la fobia sociale o la depressione.

Gli attacchi di panico possono essere attesi o situazionali quando è presente un elemento che li ha scatenati. Ad esempio in una stazione ferroviaria se ne hai già avuti diversi in treni e stazioni e avevi paura che ti venisse un attacco di panico proprio in treno.

Altrimenti possono essere attacchi di panico inaspettati. In questo caso non si riesce a trovare un elemento scatenante chiaro. Solitamente i primi attacchi sono inaspettati. Altri esempi possono essere dati da quegli attacchi di panico che possono venire in stati di rilassamento, a casa o nel sonno.

A prescindere dalla causa, gli attacchi di panico si possono superare. Ci sono strategie per gestire i sintomi del panico e delle psicoterapie efficaci.

Spesso ci si riferisce colloquialmente agli attacchi di panico come ‘crisi d’ansia’ e la stessa etichetta diagnostica è stata a volte messa in discussione. Da quando il termine attacco di panico è diventato di dominio comune è vero anche il contrario però. Ovvero si parla di attacchi di panico per intendere dei semplici stati ansiosi, anche se intensi.

Sintomi dell’attacco di panico

I sintomi di un attacco di panico arrivano all’improvviso e solitamente arrivano alla massima intensità nel giro di pochi minuti. Durano raramente più di un’ora. Solitamente gli attacchi di panico durano tra i 20 e i 30 minuti. Possono verificarsi ovunque e in ogni momento. Mentre fai la spesa, guidi oppure stai a casa seduto sul divano.

I sintomi degli attacchi di panico includono:

  • Fiato corto e iperventilazione (respiro superficiale e accelerato)
  • Tachicardia (batticuore)
  • Sensazione di soffocamento
  • Oppressione o dolore al petto
  • Derealizzazione o depersonalizzazione
  • Sudorazione
  • Tremori
  • Sensazioni di formicolio o torpore (parestesie)
  • Nausea o fastidi allo stomaco
  • Sensazione di perdita di equilibrio, testa leggera o svenimento
  • Perdita della sensibilità in alcune parti del corpo
  • Brividi caldi o freddi
  • Paura di morire
  • Paura di perdere il controllo
  • Paura di essere sul punto di impazzire

Ulteriore caratteristica è il forte desiderio di fuggire dal luogo in cui si sta manifestando l’attacco di panico. A causa dell’intensità dei sintomi, dopo un attacco di panico è normale essere spossati e stanchi.

E’ un attacco di panico o un infarto?

La maggior parte dei sintomi di un attacco di panico sono fisici. Spesso sono talmente forti da farti pensare di avere un infarto. La maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico, di solito finisce più volte in pronto soccorso e poi dal medico o dal cardiologo.

E’ importante escludere delle cause mediche alla base di sintomi quali il dolore al petto. Ma nella maggior parte dei casi, è l’ipotesi del panico che viene trascurata e non approfondita. Non il contrario.

Attacchi di panico notturni

Non solo è possibile avere attacchi di panico nel sonno, ma sono anche relativamente comuni. In questo caso intendiamo la situazione in cui ti svegli dal sonno in uno stato di panico. E’ diverso rispetto ad avere un attacco di panico in fase di risveglio.

Quali sono le cause degli attacchi di panico

Che cosa scatena gli attacchi di panico? Chiunque ne soffra si chiede il perché degli attacchi di panico.

Sebbene le cause esatte degli attacchi di panico non sono ancora chiare, la tendenza a soffrire di attacchi di panico corre nelle famiglie. Questo indica la presenza di una predisposizione genetica. Pare ci sia anche anche una connessione con alcuni periodi di transizione della vita, come la fine dell’Università, iniziare a lavorare, sposarsi o avere dei figli.

Forti stress come lutti di persone care, divorzio oppure il licenziamento possono scatenare degli attacchi di panico.

L’interpretazioni delle sensazioni corporee

Una spiegazione degli attacchi di panico ci viene data dalla psicologia cognitiva. Secondo questo modello del panico, il fattore che scatena il panico è l’interpretazione delle sensazioni corporee. Il nostro corpo è rumoroso ed è normale che ogni tanto mostri dei sintomi spiacevoli – spesso legati all’ansia.

Nel momento in cui interpreti questi sintomi come pericolosi, oppure come segni che sta per succedere qualcosa di grave l’ansia aumenta. Aumentando l’ansia aumentano anche i sintomi dell’ansia. Questo crea un circolo vizioso in cui più ti spaventi, ad esempio, di avere un attacco di cuore più vai in ansia e il cuore ti batte più forte.

Nel tempo diventa un continuo monitoraggio delle proprie sensazioni interne. Con una particolare attenzione alle alle sensazioni temute allo scopo di verificare la presenza di segnali che potrebbero scatenare l’attacco di panico.

Questo produce un abbassamento della soglia di percezione di queste sensazioni e contemporaneamente l’aumento dell’intensità percepita a livello soggettivo. A sua volta questo facilita l’attivazione del circolo vizioso del panico.

Molte persone che soffrono di attacchi di panico infatti evitano anche molte situazioni che provocano sensazioni fisiche intense. Come lo sport, le saune o le giostre.

La paura della paura

Un’aspetto tipico del panico è la paura della paura. Molte persone hanno uno o più attacchi di panico. La differenza tra chi li supera e chi invece rischia di sviluppare un disturbo di panico, spesso è questa.

Dopo un attacco di panico potresti iniziare ad avere molta paura di avere altri attacchi oppure di provare ancora quelle sensazioni. In questo caso, probabilmente inizi a evitare alcuni luoghi in cui temi di avere altri attacchi. Inizi a prestare maggiore attenzione a quelle sensazioni fisiche che ti spaventano. Ma facendo così diventi anche più sensibile, perché le noti anche quando sono lievi.

Questo quindi, rischia di diventare una profezia che si auto-avvera e rendere cronico un problema che potrebbe essere solo passeggero. Questo meccanismo è spesso responsabile dello sviluppo del disturbo di panico o dell’agorafobia.

Complicazioni mediche

Gli attacchi di panico possono essere anche in parte causati da alcune condizioni mediche o altre cause fisiche. Se soffri di attacchi di panico potrebbero essere delle complicazioni legate ad altri problemi come:

  1. Prolasso della valvola mitralica
  2. Ipertiroidismo
  3. Ipoglicemia
  4. Uso di eccitanti (cocaina, amfetamine o anche caffeina)
  5. Effetti collaterali della riduzione di alcuni farmaci’

Le conseguenze attacchi di panico

Gli attacchi di panico per quanto terrificanti sono assolutamente innocui. Non si può morire per un attacco di panico. Puoi temere di avere un attacco di panico mentre guidi e perdere il controllo ma anche questa è un’eventualità abbastanza remota. La maggior parte delle persone che ha attacchi di panico al volante si ferma semplicemente a lato della strada.

Non si può morire d’ansia. La paura di morire è uno dei sintomi dell’ansia, ma è fisiologicamente impossibile.

Le uniche vere complicazioni degli attacchi di panico è che possono evolvere verso dei disturbi cronici.

Il disturbo da attacchi di panico

Gli attacchi di panico possono diventare più frequenti. Solitamente più che la frequenza, è la costante paura di poter avere altri attacchi di panico che caratterizza il disturbo di panico. Se vedi che stai iniziando a evitare luoghi e situazioni per paura di altri attacchi è il momento di chiedere aiuto.

Attacchi di panico e agorafobia

Quando gli attacchi di panico sono legati ad alcuni luoghi o situazioni – come ad esempio guidare, prendere i mezzi pubblici, ecc. Può svilupparsi un disturbo come l’agorafobia. In questo caso puoi ritrovarti in difficoltà a spostarti, vincolato dalla paura di trovarti in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile o imbarazzante allontanarsi. Potresti avere paura di stare male e non riuscire a ottenere aiuto in caso di un improvviso attacco di panico.

E’ possibile curare gli attacchi di panico?

Si e no. Nel senso che gli attacchi di panico in sé non sono una condizione che ha bisogno di trattamento. Sono ovviamente molti spiacevoli ma assolutamente innocui. E’ come pensare di curare una botta che non ha provocato danni al corpo. Si può ragionare sulla gestione dell’attacco di panico – come su una botta si può cercare di gestire il dolore.

Se il problema invece è cronico si parla di disturbo di panico e in quel caso si può curare in maniera efficace. Se hai sofferto di alcuni attacchi di panico e temi che se ne verifichino altri oppure hai iniziato a evitare alcune situazioni, puoi lo stesso chiedere aiuto a uno psicoterapeuta per prevenire dei possibili peggioramenti.

La terapia cognitiva e comportamentale ha sviluppato trattamenti specifici per gli attacchi di panico e tutti i disturbi d’ansia correlati.

Cosa fare per prevenire un attacco di panico

Purtroppo c’é poco da fare per prevenire un attacco di panico. La maggior parte delle volte è il tentativo di prevenirli che porta a un peggioramento del problema. Questo perché crea un circolo vizioso in cui inizi a evitare le situazioni temute – proprio perché potrebbero provocare un altro attacco di panico.

La soluzione sarebbe invece quella di esporsi, un po’ per volta, a queste situazioni. Così facendo sarai in grado di affrontarle in futuro senza ulteriori attacchi di panico.

Cosa fare in caso di attacco di panico

La respirazione lenta (o diaframmatica) aiuta a gestire gli attacchi di panico. Se soffri di attacchi di panico, impara qualche tecnica di respirazione e inizia ad applicarla appena senti che ti sta venendo un attacco. Cerca di non correre in pronto soccorso perché rischi di peggiorala. Se trovi persone che ti fanno diversi esami al cuore facendoti entrare in urgenza, si rinforzeranno le credenze che questi sintomi siano qualcosa di grave.

Se possibile, cerca anche di evitare di fuggire dalla situazione in cui ti trovi. Ogni volta che ti allontani da una situazione che ti provoca un attacco di panico impari ad averne paura. Questo può aumentare le possibilità di futuri attacchi di panico in quel luogo.

La compressione del petto può aiutarti a ridurre l’iperventilazione, se sei con una persona che può aiutarti può farlo lui. Puoi provare a distrarti e portare l’attenzione dalle sensazioni corporee e i pensieri all’esterno. Concentrati su qualche suono o su ciò che vedi. Alcune persone trovano giovamento dal ripetersi alcune parole mentalmente.

Una volta scatenato non puoi eliminarlo. Puoi solo cercare far passare l’attacco di panico un po’ prima, riducendo l’intensità dei sintomi. L’assunzione di alcuni ansiolitici (solitamente benzodiazepine) può aiutarti a superare un attacco di panico.

Consigli di auto aiuto

Non importa quanto ti senti impotente e privo di controllo. Devi sapere che ci sono diverse cose che puoi fare per aiutarti. I seguenti consigli di auto-aiuto possono fare molto se applicati in maniera seria e costante:

Informati su panico e ansia: anche semplicemente conoscere li meccanismo dell’ansia e del panico può aiutarti. Imparerai che sono sensazioni normali e reazioni comuni e che non stai morendo o impazzendo;

Evita il fumo, l’alcol e la caffeina: Tutte queste sostanze possono aumentare gli attacchi di panico in persone predisposte;

Impara a controllare la respirazione: l’iperventilazione (respirazione veloce e superficiale) provoca diverse delle sensazioni fisiche del panico ed è uno dei fattori che li provoca. La repirazione lenta o diaframmatica, può ridurne i sintomi. Imparando a respirare in questi modi, puoi anche disinnescare quelle sensazioni che possono provocare gli attacchi di panico;

Pratica delle tecniche di rilassamento: attività come yoga, meditazione o rilassamento muscolare progressivo, rinforzano la risposta di rilassamento del corpo. Questa è la risposta contraria a quella di stress coinvolta nel panico. Tieni contro che alcune persone possono reagire alle sensazioni del rilassamento con il panico. Questo perché queste sensazioni possono essere interpretate come ‘perdita di controllo’;

Cura la tua rete sociale: i sintomi dell’ansia possono peggiorare se sei isolato. Mantieni contatti regolari con le persone care;

Fai sport: l’esercizio fisico fatto con regolarità è un rimedio naturale per l’ansia e lo stress. Cerca di fare qualche attività che ti faccia muovere e attivare il sistema cardiocircolatorio su base quotidiana. Può andare bene anche una camminata veloce oppure prendere l’abitudine di andare a lavoro in bici piuttosto che in auto;

Dormi a sufficienza: la deprivazione del sonno può peggiorare la tua ansia. Se hai difficoltà a dormire inizia a impegnarti nell’igiene del sonno.

Come aiutare qualcuno con un attacco di panico

Vedere un amico o una persona cara soffrire di panico può essere spaventoso. Il respiro può diventare estremamente rapido e superficiale, può iniziare ad avere le vertigini, tremare, sudare e sentirsi nauseato. Oppure può pensare di avere un attacco di cuore.

Non importa quanto pensi che il panico sia irrazionale. Ricorda che per lui il pericolo sembra reale. Dirgli di stare calmo o cercare di fare discorsi razionali non aiuterà. Se però riesci ad aiutarlo a superare un attacco di panico, puoi aiutarlo a ridurre la sua paura di ulteriori attacchi.

Rimani calmo: restare calmo e mantenere un atteggiamento comprensivo e non giudicante aiuterà la persona a superare il panico più in fretta;

Concentrati sulla sua respirazione: trova un posto tranquillo dove potete sedervi e fallo respirare in maniera lenta e profonda. Comprimi il petto per evitare che respiri in maniera superficiale e forzarlo a usare il diaframma (respirare con la pancia);

Fai qualcosa di fisico: potete muovere braccia e gambe assieme, anche fermi sul posto. Un po’ di movimento può ridurre lo stress del momento;

Distogli l’attenzione dai suoi pensieri: inizia a fargli delle domande e tienilo impegnato, puoi parlare di interessi comuni o farti osservare e nominare alcuni oggetti nell’ambiente;

Incoraggialo a cercare aiuto: una volta passato l’attacco di panico, potrebbe essere in imbarazzo davanti a te. Rassicuralo e incoraggialo a cercare aiuto per la sua ansia.

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About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.