Ansia: sintomi, disturbi, rimedi, cure e test | Francesco Sanavio

Ansia: sintomi, disturbi, rimedi, cure e test

Di Dott. Francesco Sanavio | Psicoterapia & Disturbi

Giu 22
Ragazza in ansia

Tutti noi utilizziamo il termine ansia. E’ un termine che viene utilizzato anche in psicologia e medicina con dei significati ben precisi. Sebbene l’ansia è un’emozione normale, a volte può portare a sintomi fastidiosi e anche a veri e propri disturbi d’ansia.

Per fortuna al giorno d’oggi si sa come affrontare questi problemi in maniera efficace.

Cos’é l’ansia

L’ansia è un’emozione umana normale che conosciamo tutti. Però a volte può dare problemi e dare origine anche a dei veri e propri disturbi. Il concetto di ansia si è evoluto cambiando il suo significato nel tempo e acquisendo una valenza negativa. In origine per la lingua italiana il termine ‘ansia’ non indicava qualcosa di spiacevole. Era un’emozione di agitazione – negativa o positiva – associata all’anticipazione di qualcosa. Ad esempio, poteva essere in ansia la ragazza che aspettava il ritorno dell’amato al paese.

Nella filosofia tedesca invece si parlava di ‘angst’ che è meglio traducibile con ‘angoscia’. L’influenza della Germania nella psichiatria e nella psicopatologia del secolo scorso fu enorme. Lo studio del disagio delle mente è iniziato proprio con la fenomelogia tedesca in quelle terre che sono diventate la culla della moderna psichiatria.

Negli Stati Uniti invece il termine – tuttora in uso – è ‘anxiety’ ed è un termine strettamente medico. Che indica tanto la parte relativa al pensiero che al corso: quindi una sintomatologia più chiaramente osservabile, come ad esempio la tachicardia.

Il concetto di ansia nel nostro paese si è evoluto sotto l’influenza di pensatori tedeschi e scienziati americani. Al giorno d’oggi è utilizzata per esprimere un’emozione negativa.

I sintomi dell’ansia

L’ansia è un’emozione che si fa sentire sia sul corpo che nella mente. Possiamo distinguere i sintomi dell’ansia in due categorie differenti :sintomi fisici (o somatici) e sintomi mentali (o cognitivi). I sintomi fisici sono legati alle manifestazione dell’ansia sul corpo, a carico del sistema simpatico. Mentre i sintomi mentali, fanno riferimenti ai pensieri tipici dell’ansia.

Sintomi fisici dell’ansia

Tachicardia (batticuore)

Respirazione veloce

Vampate di calore

Problemi allo stomaco

Sudorazione

Costrizione al petto

Bisogno di andare in bagno

Vertigini

Tremore

Muscoli tesi

Blocco allo stomaco

Mancanza d’aria

 

Sintomi mentali dell’ansia

Problemi di memoria

Pensieri ‘veloci’

Attenzione sulla minaccia

Rimuginazione

Voglia di scappare

Nervosismo

Preoccupazione

Insicurezza

Pensieri catastrofici

Crisi d’ansia

Si parla spesso di crisi d’ansia in termine colloquiale per intendere un forte manifestazione ansiosa che è, solitamente, di breve durata. L’ansia infatti quando è molto intensa tende a passare anche solo col passare del tempo. Questo perché il corpo arriva a una fase di esaurimento in cui non riesce a mantenere costante l’attivazione di prima. Per crisi d’ansia facciamo riferimento a manifestazioni fisiche forti e non solo preoccupazioni a livello di pensieri.

A livello clinico si parla generalmente di attacchi di panico ma la maggior parte delle volte che qualcuno parla di una ‘crisi d’ansia’ siamo molto lontani da quello che è un vero attacco di panico.

Solitamente in un attacco di panico vero e proprio la persona che ne soffre non pensa sia ansia ma teme sia un infarto mentre nella maggior parte delle crisi d’ansia la persona è consapevole che si tratta solo di ansia.

Diversi tipi di ansia

Ansia da prestazione

Il termine ‘ansia da prestazione’ è un termine di uso comune poco utilizzato in ambito clinico. Generalmente si fa riferimento all’ansia anticipatoria (vedi sotto) nello specifico legata alla paura di una cattiva prestazione che possa essere intesa ad esempio, in ambito sportivo o sessuale. Il meccanismo sottostante è quindi un’anticipazione di un giudizio negativo.

Ansia anticipatoria

L’ansia anticipatoria è quell’ansia che nasce dall’anticipazione di una situazione – reale o immaginaria. Forse ti è capitato di trovarti in ansia prima di affrontare un esame di scuola ma anche medico, un colloquio di lavoro, un appuntamento romantico o una competizione sportiva. L’ansia anticipatoria non viene data dalla situazione in sé, ma dai pensieri che facciamo prima. Quando ci si prepare per quell’incontro oppure la sera prima quando non riesci a dormire perché ti continuano a venire quei pensieri.

Ansia sociale

L’ansia sociale è connessa al timore del giudizio nelle situazioni sociali. E’ un tipo di ansia che possiamo provare in presenza di altre persone. Posso essere diversi i fattori che la scatenano, c’é chi è più sensibile alla numerosità dei presenti, chi all’autorità o al sesso e via dicendo. Provare un po’ di ansia in alcune situazioni sociali a cui non siamo abituati o in presenza di persone con cui non siamo in confidenza è normale. Quest’ansia può però portare a una grande sofferenza e anche a evitare diverse situazioni, se è un’ansia invalidante che peggiora la qualità della vita di chi ne soffre può trattarsi di un vero e proprio disturbo detto fobia sociale.

Ansia e interpretazioni catastrofiche

Tutti le persone sviluppano, in maniera più o meno deliberata, una teoria ‘ingenua’ sul loro funzionamento e sul funzionamento della mente basandosi per lo più su sensazioni ed emozioni. Le persone che soffrono di forte ansia sono spesso portate, sotto la guida dell’ansia stessa, a sviluppare dei pensieri catastrofici riguardo gli effetti potenziali delle sensazioni che vivono.

1. Paura d’impazzire

Alcuni soggetti interpretano la sintomatologia dell’ansia, in una fase acuta, come indice che stanno impazzendo. Possono arrivare a pensare di essere sull’orlo di una crisi psicotica. Viene qui spiegato accennato al gruppo cosa sia la schizofrenia e di quanto sia i sintomi che le modalità di esordio di questa differiscano dalla sintomatologia dei disturbi d’ansia; si puntualizza, a seconda dell’età media del gruppo, che la schizofrenia generalmente esordisce prima dei 25 anni.

2. Paura di perdere il controllo

Alcune persone in preda ad una crisi d’ansia temono, invece, di ‘perdere il controllo’, ovvero di perdere la coscienza della loro azioni e compiere atti inconsulti, bizzarri e imbarazzanti. Si spiega che questa sensazione è una conseguenza fisiologica della reazione di attacco o fuga discussa in precedenza; in mancanza di una minaccia fisica reale e di un’azione conseguente la cascata di reazioni fisiologiche innescate dal cervello porta a sensazioni soggettive di confusione, stranezza, compulsione a muoversi o scappare. Si sottolinea che in realtà si rimane perfettamente in grado di decidere cosa fare e in controllo completo del proprio comportamento.

3. Paura di avere un infarto

Persone in preda a forti sintomi somatici dell’ansia, come una forte tachicardia, dolori al petto o difficoltà a respirare, può interpretare questi sintomi in maniera catastrofica come segnali di un attacco di cuore. I sintomi dell’infarto sono, in effetti, simili ma non identici. I sintomi cardiaci sono spesso legati ad uno sforzo fisico e migliorano con il riposo, i sintomi dell’ansia invece si manifestano anche a riposo e talvolta durante il sonno. L’ansia inoltre non è in grado di danneggiare il cuore, men che meno al punto di creare dei danni fisici.

Disturbi d’ansia

  • Disturbo d’ansia da separazione

Il disturbo d’ansia da separazione è un disturbo che colpisce i bambini. I bambini che soffrono di disturbo d’ansia da separazione hanno difficoltà a stare lontani dai genitori e hanno sempre paura che possa succedere qualcosa di brutto.

  • Mutismo selettivo

Il mutismo selettivo è un disturbo che colpisce i bambini. I bambini che soffrono di mutismo selettivo parlano con pochissime persone o addirittura nessuno. Ovviamente non devono esserci dei motivi organici che spieghino il non parlare.

  • Fobia specifica

La fobia specifica è un disturbo molto comune che consiste in una paura eccessiva e irrazionale rispetto a un oggetto specifico come, ad esempio, i ragni o i cani. Questo disturbo viene infatti spesso declinato con il nome dell’oggetto della fobia, così la fobia specifica dei ragni diventa aracnofobia.

  • Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)

Il disturbo d’ansia sociale – o fobia sociale – è un disturbo caratterizzato dalla presenza di una forte ansia sociale che porta a temere il giudizio degli altri e a evitare molte situazioni sociali.

  • Disturbo di panico

Il disturbo di panico è un disturbo caratterizzato da una storia di attacchi di panico e la continua paura che se ne possano verificare altri. Il panico è una crisi di ansia molto forte con manifestazioni somatiche (fisiche) molto intense, che viene spesso interpretata da chi la soffre come un infarto.

  • Agorafobia

L’agorafobia è un disturbo che ha molte similitudini con il panico. Al contrario di quello che si crede l’agorafobia raramente raggiunge casi talmente gravi da non permettere di uscire di casa ma porta comunque a una limitazione più o meno importante negli spostamenti e nei mezzi utilizzati per spostarsi come treni o automobili.

  • Disturbo d’ansia generalizzata

Il disturbo d’ansia generalizzata è un disturbo grave caratterizzato da continua preoccupazione per molti temi differenti, come il lavoro, la salute, gli affetti, ecc.

L’evitamento

Per evitamento intendiamo la reazione di allontanarsi da ciò che spaventa o provoca ansia. L’esempio più semplice è una persona con la fobia dei cani che attraversa la strada quando vede una persona con un cane che gli sta venendo incontro.

Ma possiamo evitare molti stimoli in maniera più subdola senza accorgercene. Ad esempio, per chi soffre di agorafobia un evitamento può essere aprire la finestra perché ‘manca l’aria’ e la sensazione è di fastidio adesso, ma potrebbe diventare di soffocamento in seguito.

Oppure possiamo fare degli evitamenti mentali, distraendoci o bevendo in modo da non avere in testa pensieri che ci provocano ansia.

L’evitamente mantiene l’ansia perché finché evitiamo non affrontiamo il problema.

Cura per l’ansia

Intanto bisogna iniziare dicendo che l’ansia è un’emozione umana normale e innocua. Innocua nel senso che non può provocarti danni fisici – cosa che molte persone che soffrono di qualche disturbo d’ansia credono fermamente. Nonostante questo è un’emozione che può diventare molto problematica. Convivere con l’ansia può portarti a evitare molte situazioni, a rendere meno sul lavoro e a dover rinunciare a molte cose nella vita privata.

L’ansia non è una malattia ed è quindi sbagliato parlare di cura per l’ansia. Bisogna capire qual è il problema di cui l’ansia è un semplice sintomo. A seconda del tipo di problema infatti, ci sono soluzioni più adatte ed efficaci.

Psicoterapia per la cura dell’ansia

La psicoterapia cognitiva e comportamentale è la terapia che in 30 anni di ricerca scientifica ha dimostrato di essere la più efficace per i problemi d’ansia. Abbiamo dei trattamenti specifici per ogni tipo di ansia e ogni tipo di disturbo d’ansia.

Generalmente possiamo dire che si parte con una valutazione del problema e dopo si inizia la terapia vera e propria. Prima si inizia a tenere dei diari per monitorare alcuni pensieri, emozioni e comportamenti che si desidera cambiare. Nel frattempo il terapeuta insegna delle tecniche per gestire le emozioni. Dopo si inizia una parte di terapia cognitiva che punta a cambiare come interpreti le situazioni e i pensieri. Alla fine si procede con la parte comportamentale del trattamento in cui si procede un passo alla volta a modificare il comportamento verso gli obiettivi che si erano scelti.

Il trattamento farmacologico per l’ansia

Il trattamento farmacologico per l’ansia è molto efficace ma è un tipo di trattamento che se non monitorato da uno specialista può creare problemi nel lungo termine. Gli ansiolitici (farmaci per l’ansia) agiscono molto in fretta. Il meccanismo è quindi lo stesso delle droghe: la persona impara che prendendoli sta subito meglio. Questo alla lunga può dare dipendenza e il farmaco – ad esempio nei casi di agorafobia – può diventare un vero e proprio fattore che mantiene il problema.

L’uso del farmaco quindi è consigliabile in alcune situazioni ma non in altre e va sempre controllato.

I rimedi naturali per l’ansia

La maggior parte dei rimedi naturali per l’ansia hanno un effetto (piccolo) dato dall’effetto placebo. L’effetto placebo è l’autosuggestione: siccome penso che mi faccia effetto mi fa veramente effetto. Alcuni rimedi che possono aiutare alla gestione dell’ansia sono un’alimentazione corretta associata a non assumere caffeina e altri stimolanti, sigarette e alcolici.

L’alcol invece può aiutare per gestire l’ansia nel breve termine, ma dopo essere stato smaltito ha un effetto contrario che provoca a sua volta maggiore ansia.

Consigli di auto-aiuto per l’ansia

Se vuoi imparare a gestire l’ansia anche senza un aiuto professionale puoi cercare di mantenere delle routine regolari nei pasti e nel ritmo sonno-veglia. Pratica sport, medita, impara qualche tecnica di rilassamento – basta anche la respirazione lenta o diaframmatica.

Inizia a fare caso ai pensieri che fai quando sei in ansia e prendi l’abitudine di metterli in discussione un po’ come faresti in una discussione in cui valuti quanto sono accurate le argomentazioni dell’altra persona.

Impara a stare attento alle situazioni che eviti e prova ad affrontarle un po’ per volta, lasciandoti il tempo di abituarti a una situazione che ti mette in ansia prima di andare via. Questo è difficile ma è la cosa più efficace.

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About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.