Cosa sono le ossessioni e i pensieri intrusivi | Francesco Sanavio

Cosa sono le ossessioni e i pensieri intrusivi

Di Dott. Francesco Sanavio | Psicologia: per saperne di più

Set 11
ossessioni e pensieri intrusivi

Cosa sono le ossessioni

Le ossessioni sono pensieri intrusivi egodistonici e ripetitivi che si presentano con insistenza nella mente delle persone. Non è facile liberarsi dalle ossessioni ma con la giusta terapia è possibile.

Cosa sono i pensieri intrusivi?

I pensieri intrusivi sono quei pensieri che interrompono il flusso dei pensieri volontari. Come quando stai camminando pensando ai fatti tuoi (pensieri volontari) e ti ricordi di colpo ‘ho dimenticato il telefono a casa’ (pensiero intrusivo). La maggior parte delle volte ti viene in mente così dal nulla e non è neanche detto che tu abbia veramente dimenticato il cellulare.

Cosa significa egodistonico?

In psicoterapia parliamo di egodistonia quando un pensiero è vissuto come disturbante o fonte di disagio. Se ti passa per la testa un pensiero in forma di immagine con un contenuto violento (colpire un passante) potresti reagire con un forte disagio e avere paura di perdere il controllo. Potresti inoltre mettere in dubbio i tuoi valori e pensare di essere una persona malvagia.

Mentre i pensieri intrusivi sono fenomeni assolutamente normali le ossessioni sono sintomi di interesse clinico. Caratterizzano, ma non si limitano, alla categoria diagnostica del disturbo ossessivo-compulsivo. Possono essere presenti anche in altri disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo, come ad esempio, la dismorfofobia, ma anche in altri disturbi come l’ipocondria e i il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione.

Diversi tipi di ossessioni

I pensieri ossessivi vengono tipicamente definite dal contenuto o tema:

  • ossessioni di contaminazione
  • ossessioni omosessuali
  • ossessioni violenti
  • ossessioni a tema religioso
  • ossessioni di perdere il controllo
  • ossessioni pure
  • ossessioni di simmetria
  • ossessioni di controllo
  • ossessioni sulle relazioni

In realtà ciò che rende tale un’ossessione è il processo mentale non il suo contenuto. Infatti tutte le ossessioni partono da pensieri intrusivi normali. Pensieri che accomunano ogni persone. I pensieri intrusivi diventano ossessivi quando la persona le interpreta negativamente e da li reagisce con un vissuto emotivo di ansia e paura. Reagisce anche tentando di controllarle – ovvero di sopprimere il pensiero. Questo però ottiene l’effetto opposto e rende questi pensieri più insistenti.

Il modello cognitivo delle ossessioni

La psicologia cognitiva e comportamentale si è occupata molto di ossessioni. Il primo grande studioso è stato Paul Salkovskis che ha iniziato a sostenere che le persone sviluppassero ossessioni per un eccessivo senso di responsabilità.

Immagina degli occhiali che filtrano – interpretando – ogni pensiero che passa per la testa. Quindi un pensiero su una possibile catastrofe o un danno si sposava con questo senso di responsabilità che lo rendeva intollerabile. Tutto ciò a sua volta portava la persona a sviluppare delle compulsioni per evitare che si verificasse l’esito temuto.

La successiva ricerca ha scoperto l’importanza di altri schemi psicologici. Tra questi troviamo:

  • Eccessivo senso di responsabilità
  • Sovrastima del pericolo
  • Importanza del pensiero
  • Necessità di controllare il pensiero
  • Perfezionismo patologico

Come sconfiggere le ossessioni?

Per sconfiggere le ossessioni il primo passo è accettarle. Il tentativo di controllarle e scacciarle è uno dei potenti motori che le mantiene. Questo non dev’essere un banale fioretto su un piano razionale. Diventa necessario infatti ricercare attivamente ed andare incontro questi pensieri. Tornare a confrontarsi con tutte quelle situazioni e oggetti che magari stai evitando perché ti scatenano le ossessioni. Ovviamente si fa in maniera graduale, partendo da quelli più gestibili.

Anche ridurre le richieste di rassicurazioni aiuta. Il modo migliore è chiedere – in maniera seria e convinta – che le persone care a cui le chiedi non ti rassicurino più.

Tenere un diario dei pensieri e valutarli può essere utile ma è un lavoro complesso che necessità della guida di un terapeuta esperto in questi problemi.

Approfondimenti:

About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.