Assertività: significato, libri e tecniche di comunicazione assertiva | Francesco Sanavio

Assertività: significato, libri e tecniche di comunicazione assertiva

Di Dott. Francesco Sanavio | Guida

Set 06
uomo assertivo

Cos’è l’assertività

Che cos’è l’assertività? Se ti trovi qua immagino tu abbia già sentito questo termine ma vediamo di definirlo prima di andare oltre.

L’enciclopedia Treccani rimanda ad ‘assertivo’, che definisce così:

assertivo agg. [dall’ingl. assertive, der. del lat. asserĕre «asserire», part. pass. assertus]. – Che ha carattere di asserzione, che asserisce, affermativo. Nella terminologia linguistica, proposizioni a., lo stesso che proposizioni enunciative.

L’assertività non è un insieme di tecniche da applicare in maniera meccanica – come qualche mito sull’esistenza di ‘bacchette magiche’ suggerisce, anche sulla scia del successo commerciale di alcuni approcci motivazionali new age. La forza dell’assertività è nel cambiare il nostro modo di porci con la comunicazione interpersonale creando un circolo virtuoso che migliora a sua volta il tuo modo di rapportarti con gli altri, la sicurezza e la naturalezza con cui lo fai.

E’ un modo di comportarsi che rende più autentico il tuo rapporto con le persone e lo migliora permettendoti di farti rispettare senza prevaricare le altre persone.

Una credenza tanto ingenua quanto condivisa è quella secondo la quale tu debba cambiare prima come ti senti e poi possa cambiare il tuo comportamento. La verità è proprio il contrario. Cambiando come ti comporti hai il potere di poter iniziare a sentirti meglio nelle situazioni sociali. Un paragone semplice su come questa credenza ci rende incapaci di imparare a gestire le emozioni è con chi ha paura dei cani. Può dirsi ‘mi avvicinerò ai cani quando non ne avrò più paura’ e aspettare magicamente che questa paura passi. Oppure può dirsi ‘mi avvicinerà ai cani finché non ne avrò più paura’ e sconfiggere così – un passo per volta – la sua paura.

Anche sul lavoro possiamo smettere di migliorare per colpa della stessa credenza. Puoi dirti ‘farò questa cosa quando sarò capace di farla bene’ . Chi è bravo a fare ciò che fa si direbbe qualcosa come ‘bene posso mettermi alla prova imparando a fare qualcosa’. L’idea di non poter fare ciò che non so già fare porta all’immobilità e previene qualsiasi apprendimento di nuove competenze.

Quindi l’assertività è un insieme di idee, una mappa da tenere a mente con delle regole su cosa posso aspettarmi dagli altri e su quali miei diritti devo difendere. Ma è anche un insieme di accortezze nel modo di comunicare che rendono più semplice e più efficace il modo di esprimere disaccordo, critiche e richieste difficili.

Finisco dicendo che l’assertività non è neanche un modo per manipolare le persone oppure – come molto spesso si pensa – di avere ragione. E’ senza dubbio un modo per far valere sé stessi e il proprio punto di vista ma questo massimizza la possibilità che gli altri rispettino noi e quello che abbiamo da dire finché avanziamo richieste sensate.

Assertività, aggressività e passività

Ognuno ha un proprio stile di comportamento, c’è chi è più passivo e chi è più aggressivo. Puoi anche adottare un comportamento con stili diversi in diversi momenti. Puoi comportarti in maniera differente a seconda che ti trovi a casa o a lavoro, con persone conosciute o sconosciuti, donne o uomini. Magari con certe persone tendi a essere più passivo mentre altri riescono a tirare fuori la tua aggressività. Immagina gli stili comportamentali come una gamma che va dal passivo all’aggressivo con tutte le sfumature possibili.

 

 

Assertività a padova a cura del dott francesco sanavio

La comunicazione assertiva

Comunicare in maniera assertiva significa:

  • riconoscere ed esprimere le proprie emozioni;
  • difendere i propri diritti;
  • manifestare i propri bisogni, preferenze, desideri, critiche.

In maniera:

  • onesta;
  • diretta;
  • adeguata;
  • nel rispetto dei diritti e non dei desideri altrui.

Il comportamento assertivo (o affermativo) è un comportamento sociale che implica un’onesta espressione dei propri sentimenti, bisogni, preferenze, opinioni, critiche, etc., in modo socialmente adeguato e senza imbarazzo o sentimenti di colpa.

La persona che si comporta in maniera assertiva agisce per ottenere ciò che desidera e ritiene opportuno per sé, pur rispettando i diritti (e non necessariamente i desideri) degli altri.

Chi è assertivo non prova ansia o imbarazzo nei rapporti con le altre persone. Mantiene una buona opinione di sé, anche quando non riesce a raggiungere il proprio obiettivo. Non si critica e non mette in discussione il proprio valore, anche di fronte a un episodio di “fallimento” o insuccesso.

Puoi considerarti assertivo se:

  • sai riconoscere ed esprimere le tue emozioni
  • sei onesto con te stesso e con gli altri
  • vivi le relazioni in modo aperto e disponibile
  • accetti il punto di vista altrui
  • non giudichi
  • non colpevolizzi o ridicolizzi gli altri
  • ascolti gli altri, ma decidi in modo autonomo
  • sei pronto a cambiare la tua opinione
  • non permetti agli altri di manipolarti
  • non pretendi che gli altri si comportino come fa piacere a te
  • ricerchi la collaborazione di altre persone
  • ti autovaluti in modo adeguato
  • hai una buona stima di te stesso
  • hai un buon senso di autoefficacia

Lo stile passivo

La persona con un comportamento passivo tende a inibire le proprie emozioni (rabbia, affetto, scontentezza, gioia, amore, etc.) a causa di momenti di imbarazzo, di tensione (ansia), o di sentimenti di colpa.

Si sente spesso “oppressa” e intimorita dagli altri. Si scusa eccessivamente, anche quando non è necessario.

Inoltre è spesso depressa, ha una bassa opinione di sé oppure si vede in balia degli altri.

Una persona che ha un comportamento passivo difficilmente riesce a soddisfare un suo bisogno e/o desiderio, a instaurare rapporti con gli altri, a dire la sua opinione, ad accettare un complimento senza sminuirlo, ecc.

Puoi considerarti passivo se:

  • Subisci gli altri
  • Hai difficoltà a fare delle richieste
  • Non riesci a dire di “no”
  • Hai difficoltà a fare o accettare complimenti
  • Hai difficoltà a comunicare agli altri ciò che pensi
  • Hai difficoltà a comunicare agli altri le tue emozioni
  • Cerchi sempre di evitare i conflitti
  • Hai difficoltà a prendere decisioni
  • Hai spesso paura di sbagliare
  • Dipendi dal giudizio altrui
  • Hai bisogno dell’approvazione altrui
  • Ti scusi spesso anche quando non è necessario
  • Sei a disagio in presenza di persone che non conosci bene
  • Ti senti in colpa dopo aver “aggredito” una persona

Lo stile aggressivo

La persona che si comporta in maniera aggressiva riesce spesso a realizzare i suoi desideri, ma a spese degli altri, rovinando così il suo rapporto con loro.

Cerca di risolvere situazioni problematiche con la violenza (verbale e fisica), mettendo così a disagio gli altri oppure offendendoli.

Non lascia spazio agli altri e tende, anche inavvertitamente, a imporsi in continuazione. Non ammette mai di avere torto. Le sue continue “esplosioni” portano chi gli sta vicino a evitarla. Le difficoltà con gli altri la rendono spesso una persona insoddisfatta.

Puoi considerarti aggressivo se:

  • Vuoi che gli altri si comportino come fa piacere a te
  • Non cambi mai opinione su qualcuno o qualche cosa
  • Ti capita spesso di scegliere per gli altri senza ascoltare il parere dei diretti interessati
  • Prevarichi, domini e manipoli
  • Sei ostile in modo imprevedibile
  • Non accetti di poter sbagliare
  • Non chiedi mai “scusa” per quello che fai
  • Non ascolti gli altri mentre parlano
  • Manchi di obiettività nell’esprimere pareri e valutazioni
  • Non riconosci i meriti altrui
  • Interrompi frequentemente chi parla
  • Giudichi gli altri e/o li critichi
  • Usi strategie colpevolizzanti o inferiorizzanti
  • Ti consideri il “migliore”
  • Hai scarsa fiducia e stima degli altri, siano essi figli, partner o colleghi

Lo stile passivo-aggressivo

Lo stile passivo-aggressivo è uno stile di comportamento comune che alterna alcuni aspetti aggressivi con altri aspetti passivi. E’ difficile essere veramente assertivi. Spesso nel tentativo di comunicare al meglio puoi ritrovarti a dire le cose in maniera indiretta. Magari sopporti con l’aspettativa che gli altri cambino il loro modo di fare. Fino a che arrivi a un certo punto in cui non c’è la fai più e ti arrabbi.

Una persona che ha un comportamento passivo-aggressivo di solito ha difficoltà a relazionarsi con altri. Si aspetta che le persone capiscano ciò che desidera e quando non lo fanno si arrabbia.

I vantaggi di comunicare in modo assertivo

La mancanza di assertività produce effetti negativi su di noi. Imparando a comunicare in maniera assertiva migliorerai i tuoi rapporti con gli altri rendendoli più autentici, migliorerai la tua autoefficacia e sarai in grado di raggiungere al meglio gli obiettivi per cui hai bisogno di comunicare con gli altri. Tutto questo mentre imparerai a dire di no senza offendere gli altri e a gestire la tua rabbia senza tenerla dentro o sfogarla in comportamenti aggressivi.

Come comunicare in modo assertivo

Non esistono formule magiche per comunicare con efficacia. Si tratta di imparare alcuni concetti e metterli in pratica. Osservarsi e correggere nuovamente. Anche se non posso darti una formula magica posso darti qualche consiglio molto utile.

  1. Parla in prima persona singolare. Prendi l’abitudine di dire ‘io’ piuttosto che ‘tu’.
    ‘Io vorrei che lei mi rimborsasse’
    ‘Io penso che quello che hai fatto sia buono, ma mi piacerebbe che…’
  2. Descrivi come il comportamento dell’altra persona ti fa sentire, questo rende le persone consapevoli delle conseguenze delle loro azioni.
    ‘Quando alzi la voce mi spaventi… preferirei che parlassi più a bassa voce’
    ‘Quando non mi dici che cosa pensi a riguardo mi rendi confuso’

Per riuscire a cambiare il proprio modo di comportarsi con gli altri il segreto è il metodo. Cerca di essere graduale nei cambiamenti e aiutati tenendo delle note e dei diari. Come in una dieta, in cui mi aiuta avere scritto cosa devo mangiare oppure segnarmi quello che mangio ogni pasto, obbligarsi a scrivere obiettivi e tenere nota di alcuni comportamenti o comunicazioni specifiche è un aiuto concreto per modificare questi stessi comportamenti.

Non devi necessariamente farlo con carta e penna. Ad esempio, un mio paziente aveva difficoltà a esprimersi in prima persona ed essendo sempre in ansia quando parlava con gli altri si dimenticava di prestare attenzione a questo dettaglio. Quando era in ansia giochicchiava con quello che trovava in tasca -più con la mano sinistra che la destra. Allora abbiamo provato a mettere via le monetine in rame (quelle da 1,2 e 5 centesimi) e far si che ne avesse sempre parecchie nella tasca sinistre dei pantaloni. Queste monete le usava per contare le volte che si esprimeva con la prima persona singolare. Il conteggio era semplice bastava spostare – finita la comunicazione – una monetina dalla tasca sinistra alla destra e, a fine giornata, contare quelle nella tasca destra. Così ogni volta che era in ansia, giocava con le monetine e appena le toccava, le stesse monetine gli ricordavano di usare la prima persona.

Alla fine può sembrare banale, ma diventa un gioco di aumentare le monetine nella tasca destra che avevamo reso più efficace ponendo dei piccoli premi (tecnicamente si dicono rinforzi) qualora raggiungesse un certo numero di monetine. Allo stesso modo puoi concerti qualche ricompensa se riesci a mettere in pratica un comportamento un certo numero di volte. Attento però! Perché questo funzioni la ‘moneta’ con cui acquisti i tuoi privilegi dev’essere il comportamento non il risultato o qualche sensazione soggettiva. Quindi va bene ragionare in termini di ‘ogni 10 volte che mi esprimo in prima persona mi prendo un gelato’ ma non ‘ogni volta che mi danno ragione…’ oppure ‘ogni volta che mi sento di essere stato…’.

Dire di no

Dire di no è complicato. Uno dei testi più famosi sull’assertività si chiamava ‘When I say no, I feel guilty’ ovvero ‘Quando dico di no, mi sento in colpa’. Nell’assertività si fa riferimento a dieci diritti differenti, ma dire di no è il minimo comune multiplo. Per diventare assertivo devi imparare a dire di no senza farti problemi, provare ansia o sentirti in colpa. Ovviamente chi ha problemi di aggressività non ha solitamente problema a dire di no, ma pecca un po’ nel modo in cui lo dice.

Se vuoi migliorare la tua assertività inizia a segnarti – su un foglio o anche sul cellulare – tutte le volte che dici di no e le volte che avresti voluto dire di no ma hai detto di sì. Puoi usare delle X e delle O per segnare in maniera differente le due cose. Ricordati che hai il diritto di cambiare idea, quindi anche se hai detto di no sul momento perché non ci hai pensato o sei stato colto alla sprovvista, puoi sempre dire di no anche in seguito.

L’assertività come difesa alle aggressioni

Una parte importante dell’assertività è rappresentata dalle cosiddette tecniche di difesa. Le tecniche di difesa sono ti permettono di usare la comunicazione verbale per gestire e disarmare l’aggressività degli altri oppure per avanzare richieste senza perdere la calma e farti trascinare in discussioni senza capo ne coda.

Un’esempio tra i più classici è la tecnica del disco rotto. Devi semplicemente mantenere la tua posizione. Questo implica pensare a ciò che vuoi, preparare qualcosa da dire e poi ripeterlo finché necessario.
‘Non mi interessa… Si, ma non mi interessa… ho capito quello che sta dicendo ma non mi interessa.’

So che può sembrare banale e probabilmente se provi a utilizzarla non otterrai nessun risultato. E’ una tecnica semplice quanto efficace ma ciò non la rende facile da mettere in pratica. Non è una bacchetta magica ma è un’attitudine da coltivare. Se provi a utilizzarla fai caso a quando i toni si scaldano o vieni messo all’angolo: scommetto che hai iniziato a rispondere alle accuse o alle argomentazioni dell’altra persona.

Il disco rotto è rimanere nella propria posizione e non farsi trascinare nelle argomentazioni dell’altra persona. A costo di ripetere la propria richiesta per 10 minuti.

Come diventare assertivi

Non ti sto insegnando le capitali. Questi non sono concetti che sentiti una volta riesci ad applicare al 100%. Immagina che ti mostri come suonare il violino. Sarebbe stupido pensare che dopo aver visto una dimostrazione tu riesca a suonarlo perfettamente.

Se vuoi veramente cambiare il tuo comportamento devi lavorare su quella parte di cervello che hai usato per imparare ad andare in bicicletta. Nessuno penserebbe di poter imparare ad andare in bici solo leggendo libri sulle biciclette. E’ necessario sapere la teoria che ci sta dietro ma la chiave del successo è la pratica!

Come sviluppare l’assertività

Sviluppare l’assertività non è facile ma con la giusta guida è semplice. Non è un gioco di parole, difficoltà e complessità sono cose diverse. Ad esempio, imparare ad andare in bici è semplice ma difficile

  • Inizia definendo degli obiettivi concreti, dei comportamenti. Ad esempio, ‘dire di no quando…’
  • Tieni un diario
  • Prepara prima quello che devi dire
  • Fai pratica con qualcuno
  • Compra un libro oppure frequenta un corso di assertività.

E’ importante vedere l’assertività come un viaggio piuttosto che come uno stato on/off. E’ un apprendimento più simile a quello coinvolto nel suonare uno strumento non imparare le capitali

Libri per imparare l’assertività

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About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.