💬ChatYoursef: intelligenza artificiale 🤖 per chi soffre di Alzheimer

ChatYourself: intelligenza artificiale per chi soffre di Alzheimer

Di Dott. Francesco Sanavio | Attualità


Feb 16
Chat-Yourself-Alzheimer persona che chiede informazioni

I numeri dell’Alzheimer

Sono morte 26.000 persone – solo nel 2014 – a causa di demenze e Alzheimer, che si posizionano così al sesto posto come causa di morte. La cosa più preoccupante è che che il trend è in aumento. Oramai la mortalità annua è più del doppio che nel 2003 (14.685).

Prima di correre ad allarmismi su scie chimiche, vaccini e magia nera bisogna tenere conto che l’età media è sempre più alta. Con i progressi della scienza medica infatti guadagniamo un aspettativa di vita di diversi mesi all’anno. Il rovescio della medaglia è che ovviamente aumentano alcuni tipi di malattie legate all’età. Le demenze infatti rappresentano una delle poche categorie di malattie in aumento al giorno d’oggi.

Il vero problema quindi non è rappresentato tanto di ridurre la mortalità di queste malattie. Si muore meno complessivamente e morendo meno si muore ad età più avanzata di malattie diverse rispetto a 100 anni fa.

Il problema delle demenze

La vera sfida è quella della qualità della vita. Per quanto tutte le malattie croniche siano terrificanti, le demenze sono in grado di rendere la vita di una persona un vero inferno. Così come dei familiari che gli stanno incontro e che vedono, giorno dopo giorno, l’inesorabile declino cognitivo.

L’Alzheimer è una malattia che ti toglie tutto. Una graduale perdita di memoria che ti sconvolge la vita quotidiana e ti rende via via più difficile fare qualsiasi cosa. Fino ad arrivare a non ricordarti più chi sei e chi sono i tuoi familiari. Perdere i tuoi ricordi, significa perdere quello che ti rende te stesso.

A soffrire di una forma di demenza a oggi nei paesi industrializzati è circa l’8% degli ultrasessantacinquenni. Se invece consideriamo chi ha più di 80 anni la percentuale sale ad oltre il 20%. Secondo alcune stime, i casi di demenza potrebbero triplicarsi nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali. Sono quindi moltissime le famiglie colpite da queste disgrazie.

 

ChatYourself

E’ in questo panorama che ChatYourself sviluppa un’App mettendo l’intelligenza artificiale al servizio di chi soffre di Alzheimer. ChatYourself è un assistente virtuale che cerca di aiutare queste persone nello loro sfide quotidiane.

«Come si chiama mia figlia?»

«Ciao Marco, lei è tua figlia (foto) e si chiama Silvia»

Oppure: «Mi sono perso.»

«Ciao Marco, ecco dove ti trovi (mappa) e la strada per tornare a casa»

Sono questi degli esempi di dialogo tra il paziente e l’intelligenza artificiale che risponde con un chatbot (software in grado di simulare una conversazione su una chat). Il software si collega a Facebook, che in questo caso risulta una preziosa fonte d’informazioni sulla persona e sulla sua vita.

Il progetto – patrocinato da Italia Longeva – il network dedicato all’invecchiamento, creato dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’Irccs Inrca – apre la strada ad un nuovo modo di utilizzare l’intelligenza artificiale mettendo al centro le persone e i loro problemi.

 

Fonti:

About the Author

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.